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Una “centuria” di volontari per “Alternativa”

Gennaio 2010

 

 

Cari amici che mi leggete, desidero condividere con voi le mie riflessioni di questa fase per me post- parlamentare e per tutti noi di disastro civile, democratico, ambientale, sociale.

Mi rivolgo non a tutti, indistintamente, ma a coloro che ritengono di essere sulla mia lunghezza d’onda.

 

Ricevo numerose sollecitazioni ad assumere una qualche iniziativa politica pubblica. Questo “qualche” significa che si  tratta di ipotesi disparate, che richiedono un esame approfondito.

 

Registro un considerevole aumento del numero degl'inviti a parlare, esporre le mie posizioni sui temi nazionali e internazionali, in diverse parti d’Italia. C'è una domanda spontanea, di cui comprendo le ragioni, ma alla quale, nelle attuali condizioni, non posso rispondere.

 

Sono ben consapevole che esiste una voragine da colmare: quella voragine di cui parlai in un lontano incontro fiorentino di due anni fa e che oggi riassumerei in due parole: voragine tra la casta politica e i cittadini. E che, nel frattempo, si è allargata e approfondita drammaticamente.

 

Sono altrettanto consapevole che il processo di ricostruzione di una Alternativa – prego tutti di porre attenzione a questo termine, che è per me un precisissimo punto di partenza - è lungo e tremendamente difficile. Ma soprattutto mi rendo conto della grande limitatezza delle mie risorse.

 

La crisi di Pandora tv dimostra che, senza una adeguata struttura organizzativa, non si può fare molto. Il lavoro volontario è indispensabile, ma richiede una disciplina ferrea, altrimenti diventa casualità e approssimazione.

 

Rispondo quindi a tutti voi, che mi avete seguito fin qui, ma da lontano, con una proposta semplice e chiara, che cerca di rispondere ai problemi di cui sopra.

 

Per fare, per avviare un progetto politico quale che sia - io lo chiamo costruzione dell'Alternativa -

ci vuole una squadra. La “mia” squadra, sempre che sia possibile costruirla, deve essere composta di volontari. Per la semplice e banale ragione che non dispongo di finanziatori, di sponsor occulti o palesi. Non ho avuto e non ho alcun finanziamento pubblico, né privato.

 

Diciamo che mi serve una “centuria” (uso questo termine militare cosacco senza alcuna intenzione bellica e con una certa dose di ironia), cioè  un gruppo di persone disposte a lavorare per le idee che ho esposto in questi anni dalle piccole  tribune da cui ho potuto parlare.

 

Ho bisogno di 100 persone , uomini e donne, disposte a dedicare a un progetto comune sette (7) ore la settimana. Meglio se di più, ma non di meno. Chi storcerà la bocca a questo punto può anche smettere la lettura: vuol dire che queste cose non erano indirizzate a lui o a lei.  Amici come prima.

 

Comincio da oggi a raccogliere le adesioni. Chi si impegna deve non solo promettere, ma dare, erogare effettivamente questo tempo. Darlo sulla fiducia. Perché non sarà possibile chiarire in anticipo, prima di partire, tutti i punti, definire tutto il programma d’azione, di lavori, di metodologia, d’insieme.

 

Dico “sulla fiducia” perché questa lettera è rivolta a coloro che già mi conoscono, che sanno chi sono, cosa penso sulle grandi questioni. Ma non intendo mettere insieme un gruppo di “fedeli” che seguono un capo. Non è un club di fan di Giulietto Chiesa quello che ci serve (ho aperto una pagina di fan su face book ma solo come piccola verifica della quantità di persone che sanno, bene o male, che esisto, un sondaggio parziale. Qui si tratta di ben altro che di fan).

 

Voglio costruire un gruppo di persone che già condividono a grandi linee un progetto.  Cioè intendo discutere, con chi “ci starà”, ogni passo. Ma c’è una fase iniziale in cui è indispensabile eseguire, oltre che discutere.  Càeà sempre qualcuno che deve stilare l’agenda del giorno. La stilerò io. Poi, quando e se ci saremo capiti, vedremo di modificare, se è il caso.

 

Voglio costruire un collettivo (come si diceva un tempo) che sia composto di persone che sanno anche ascoltare e non solo parlare. So che sono poche, ma secondo la mia esperienza sono le migliori.

 

A questa centuria  si partecipa pubblicamente. Non è un’organizzazione segreta, implica impegni pubblici. Parlo a persone che considerano la difesa della Costituzione come un compito imprescindibile.

 

Chi ci sta,  dovrà dire età, competenze professionali  luogo di residenza. Devo sapere con chi ho a che fare. Poi parlerò individualmente con ciascuno. E, come capirete, ci vorrà del tempo. Poi cominceremo una serie di incontri regionali e nazionali per avviare fasi di chiarimento collettivo e per conoscerci reciprocamente.

 

Occorrerà una organizzazione sul territorio. E per questa occorreranno persone in grado di asumersi responsabilità a quel livello.

 

Occorrerà un centro nazionale di coordinamento, che lavori sotto la mia direzione. Non potrei, da solo, tenere i contatti con l’intera centuria.

 

Occorrerà costruire un discorso collettivo.

 

Pubblico questa lettera sul mio sito www.giuliettochiesa.it, perché questa iniziativa è squisitamente personale e non coinvolgerà le mie altre attività che, da essa, resteranno autonome. Il che non significa che chi partecipa all’Alternativa non possa essere contemporaneamente impegnato in Megachip, o in Cometa, o nel Gruppo Zero, o in Pandora tv. Su questo sito, che appare ora  radicalmente rinnovato per ospitare tutta la grande mole di attività che sarà necessaria, comincerò a pubblicare le lettere che arriveranno, le mie  risposte e i contatti orizzontali che si realizzeranno.

Già la gestione di questo tipo di relazione richiederà l’immediata immissione di alcuni di voi nel processo organizzativo, essendo evidente che, da solo, non potrò farlo.

 

La definizione dei contorni di Alternativa è questione da affrontare insieme. Io qui indico le premesse, i postulati, da cui intendo partire e che sono per me dirimenti. Il resto sarà oggetto di discussione e di precisazione e, anche per questo, non posso proporlo qui nemmeno per grandi linee.

 

I punti fermi sono i seguenti:

 

1) Alternativa non  è un movimento comunista e nemmeno di sinistra. Ciascuno ha la sua storia, anch’io. Nessuno è tenuto ad abiurare a nulla. Ma noi saremo aperti a tutti coloro che aderiranno ad alcuni principi elementari di partenza, ai postulati di base che sono gli stessi che misi nell’appello per Pandora tv. Poiché non vogliamo restare una setta, dobbiamo sapere che migliaia, milioni di persone non sanno nemmeno cosa sia la sinistra; non l’hanno mai incontrata, nella loro vita (e questo vale per la grandissima maggioranza dei giovani). Dobbiamo non dimenticare che il termine sinistra è screditato ogni giorno da coloro che se ne fregiano e che occhieggiano da tutti i media. Noi non siamo come loro. Noi siamo “sopra”. Ma solidarietà, giustizia sociale, sono i nostri obiettivi primari.

 

2) Per cambiare la società bisogna essere diversi. Una delle ragioni del crollo del vecchio PC fu l’abbandono della diversità.

 

3) Noi vogliamo essere militanti, Ma la non violenza è alla base della nostra azione. Per ragioni di principio (perché consideriamo nostro dovere difendere la Costituzione) e pratiche (perché predicare la violenza, per chi si pone l’obiettivo di cambiare la società, significa subirla.

 

4) Noi diremo la verità. Quella che conosciamo. Sappiamo che è in corso la più vasta e drammatica crisi che il genere umano abbia mai dovuto affrontare. Sappiamo che per difendere la sopravvivenza del genere umano bisognerà combattere contro chi uccide la natura. La difesa dei territori, della sfera pubblica, del Bene Comune, in ogni forma possibile, sarà la nostra stella polare. Noi siamo contro la privatizzazione del bene pubblico. Noi siamo proprietari del Bene Comune che non vogliono essere depredati. Primo bene pubblico da riconquistare: l’informazione la comunicazione.

 

5) Noi non saremo una setta separata, o l’ennesimo tentativo isolato di fare un partito. Tutti coloro che si battono per un mondo più giusto e umano, cioè che non sono “indifferenti” , saranno nostri alleati. Non è nei confronti di ogni forza di progresso e democratica che noi siamo “alternativa”. Anzi noi siamo “con” tutti coloro che vogliono essere “con”  un progetto comune di alternativa all’attuale sistema economico e sociale. Noi sappiamo che la narrazione della società italiana (e mondiale) è nelle mani dei potenti che ci soffocano: dunque non crediamo a quella narrazione. Noi sappiamo che l’Italia è ancora viva, che milioni e milioni cercano una maniglia pulita cui aggrapparsi. Cercano una nuova rappresentanza democratica. C’è un sacco di gente che già ha costruito pezzi di un mosaico alternativo. Non li nomino, li conoscete. Sono nostri alleati, con loro lavoreremo sui luoghi di lavoro, sul territorio, nelle città, nella scuola e nelle università, sul web.

 

6) Noi non resteremo prigionieri della Rete e dei suoi miti. La useremo: il che è tutt’altra cosa.

 

 

Questa è la pista di lancio, appena abbozzata, ma che mi sembra chiara e sufficiente.

Accetto naturalmente suggerimenti, proposte. La discussione comincia ora tra tutti coloro che vorranno partecipare. Quando avrò raggiunto quota 100 (e tutti coloro che vorranno potranno seguire sul mio sito l'andamento della raccolta adesioni) convocherò un incontro pubblico, con voi, nel quale metteremo insieme a fuoco su quali idee comuni potremo andare avanti.

 

Ringrazio tutti coloro che mi hanno stimolato a questa iniziativa. Spero di poter essere utile. Sappiate che non potrò fare niente senza di voi. Ma sappiate anche che non voglio, perché non  servono, piagnistei. Spesso, anche da sinistra, mi hanno affibbiato la qualifica di catastrofista. Ma io sono più ottimista di molti di questi ottimisti imbecilli e ignari. Quando si costruisce non si piange. Quando cominciai Pandora tv scrissi che eravamo in assoluta emergenza informativa e democratica. Adesso siamo già oltre il livello di guardia. Ciascuno ha un percorso da compiere. Se non si mette in moto significa che è disposto ad accettare le conseguenze.

 

Giulietto Chiesa

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51 Commenti

  • Link del commento adriano Mercoledì 10 Febbraio 2010 15:18 inviato da adriano

    Giulietto io penso che un alternativa in questomomento non serva assolutamente a niente,penso che la maggior parte degli Italiani siano,come dre,ipnotizzati dalle tv del delinquente del consiglio,penso che dentro alle amm.pubbliche a partire dai comuni ci sia troppa corruzione in nome dei soldi e del partito...io credo che finche' non arriva la catastrofe(argentina)le genti non capiranno la gravita' della situazione

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  • Link del commento Alberto Conti Mercoledì 10 Febbraio 2010 12:06 inviato da Alberto Conti

    Che si tratti di "fare" politica mi pare ovvio. Una denominazione "alternativa" potrebbe essere "risanamento democratico" che rende l'idea della inevitabile fase intermedia di ristrutturazione delle istituzioni, per riportarle al loro senso originale, il più delle volte sovvertito (come regola generale, più che come eccezione). Tuttavia vorrei riportare l'attenzione su una lacuna tipica dell'homo politicus, la questione individuale, nel senso che non ci può essere qualità sociale, anche nel migliore dei sistemi di governo, senza la qualità della materia prima, tutt'altro che scontata (o da sottintendersi). Come una buona politica nasce spontaneamente, così un buon essere umano, nella propria personale identità, promuoverà spontaneamente la buona politica. Sembra ovvio, ma solo quando vale per gli altri!

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  • Link del commento Gaetano virgillito Mercoledì 10 Febbraio 2010 11:29 inviato da Gaetano virgillito

    Alternativa. Cosa vuol dire? E' poi certo che alternativa significhi sempre ed automaticamete progresso e miglioramento? Ciò ch'è certo è che alternativa vuol dire qualcosa di altro di diverso; il problema è quello di denotare questo quacosa di altro in modo che sia qualcosa di meglio. E non è facile. Ogni tentativo in questa direzione è meritorio. Inoltre da che mondo e mondo governare o opporsi ad un certo modo di governare è quello che, già nell'antica Grecia, veniva chiamato politica; perciò è la politica che va posta al centro dell'attività di alternativa intesa nel senso del miglioramento rispetto al suo indecente stato attuale.

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  • Link del commento Alberto Conti Martedì 09 Febbraio 2010 18:06 inviato da Alberto Conti

    Sono un aderente a "Per il Bene Comune", un movimento che prende le distanze dal partitismo vigente, d'ogni colore. L'analisi dei metodi, fino al "purismo" di cui si è accennato, è importante, proprio per non ricadere nelle stesse logiche di "potere", piccolo o grande che possa essere, che finiscono per legarsi ai personalismi ed agli interessi economici di parte (sempre piccoli o grandi che possano essere). Il problema è riuscire a muoversi, per crescere, all'interno di una bellissima realtà spontanea ma con condizioni al contorno terrificanti, estremamente limitative per realtà di questo tipo. Anche i contenuti però sono problematici, quando dal particolare e dai principi generali si cercano soluzioni complessive che siano adeguate alle istanze e al tempo stesso realistiche.

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  • Link del commento Mario Mangone Martedì 09 Febbraio 2010 15:44 inviato da Mario Mangone

    Mi domando se, proprio in relazione alla natura di questa crisi epocale, nel mondo e con specifiche caratteristiche nel nostro paese, la proposta di Giulietto Chiesa possa bastare. Dico subito con sincerità e con tutta la stima che rivolgo verso l'impegno politico e culturale di G. Chiesa, che questa proposta a mio avviso non è in sintonia con le confuse carte che agiscono oggi sullo scenario attuale. Cerco di spiegarlo sinteticamente. Che siamo di fronte ad un passaggio molto complesso, qui nessuno lo può ovviamente negare. Proprio perchè è complesso il suo attraversamento e riassestamento verso nuovi equilibri, il tutto sembra di capire, passa per chi ha più poteri, mezzi culturali, tecnologici, economici, militari per gestire a suo favore questa crisi. Il che comporta una lettura fredda degli interessi in campo e sappiamo benissimo che se ci fermiamo alla loro natura e posizionamento geopolitico, il patatrac globale è dietro l'angolo, se non già “fra noi”, e su questo Giulietto Chiesa da anni ci informa, in modo appassionato e con competenza, sulla natura e relazioni di questi fenomeni globali. In questo scenario, noi siamo in una posizione molto debole, prima come europei, poi come italiani ed io aggiungo, per la mia esperienza napoletana, come meridionali. Infatti proprio in relazione a ciò che dicevo prima, questa situazione non ci permette di dire la “nostra” da nessun punto di vista. Ne' su quello economico, tecnologico e militare. Resta qualche residua possibilità in quello ambientale e culturale per la storia che ci portiamo, sempre meno, sul nostro cammino. Quindi per dirla sinteticamente, si parte già sconfitti rispetto ad un'idea “alternativa” a questo stato di cose, con il rischio di buttare al vento energie, tempo, intelligenze ed in molti casi anche soldi. Ovviamente sto banalizzando un discorso che richiederebbe una discussione molto più articolata sul piano politico. Quindi vado subito alla mia proposta. Invece di concentrare le proprie azioni, organizzazioni e proposte, su uno scenario molto vasto, non sarebbe il caso di concentrare il tutto in un ambito molto più ristretto, ma di pari portata strategica? Ad esempio concentrare una proposta, un movimento su territorio emblematico dal punto di vista dei conflitti in atto. Ad esempio vedrei bene oggi, operare in due laboratori post-metropolitani emblematici per l'Italia e cioè Napoli e Milano. Fare di questi due laboratori urbani dei modelli di sperimentazione strategica, da diversi punti di vista, quello politico, economico, ambientale o tecnologico. In questo modo concentrerei le energie, i risultati sarebbero più circoscrivibili e nello stesso tempo tale concentrazione darebbe la possibilità di circuitare in forme qualitativamente più efficaci, il piano della comunicazione o promozione politica e culturale, il senso di un progetto appunto “alternativo”, tra globale e locale. Un Grande Fratello Urbano in cui rivelare i veri conflitti ed al quale dare risposte concrete che possano valere per tutti.

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  • Link del commento giulio metelli Martedì 09 Febbraio 2010 13:56 inviato da giulio metelli

    Noto con piacere che alcuni lettori confermano le mie paure (tesi). Un ideale "alto", non può accodarsi al politicume italiano. I Sigg.ri Bartolini e Asta hanno centrato l'obiettivo che dovrebbe avere il neonato movimento. Il movimento di Giulietto Chiesa, secondo me, presuppone una totale libertà mentale dagli stereotipi partitici. Non è cattiveria,ne presunzione, ma, se l'intenzione è quella di cambiare l'italia (per ora scritta in minuscolo), gli aderenti, devono volare alto, molto in alto. Le macchiette e le pantomine che sopportiamo da 50 anni, con comportamenti in spregio ad ogni logica (che non sia il mercato di lor signori) devono lasciare spazio ad una compiuta e civile convivenza, non già alle regole scritte ma alla suprema regola universale del rispetto reciproco.Cordialità a tutti.

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  • Link del commento Paolo Bartolini Martedì 09 Febbraio 2010 11:28 inviato da Paolo Bartolini

    Il commento del sig. Paolo Asta mi sembra molto costruttivo. Sono convinto che il discorso delle alleanze riguardi soprattutto le prospettive di dialogo per il futuro. Non credo che nessuno, qui dentro, pensi ad Alternativa come ad un movimento al traino dei partiti (io sogno, piuttosto, una rete di movimenti coerente che funga da lobby di pressione per costringere i partiti a fare quello che devono in Parlamento). Pian piano si chiariranno le attività concrete da sviluppare e vedremo come ognuno di noi potrà contribuire al progetto. Saluti, Paolo

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  • Link del commento Paolo Asta Martedì 09 Febbraio 2010 11:04 inviato da Paolo Asta

    forse il mio pensiero è "corto" alla luce di tutti i vostri commenti, ma credo che, come tutte le persone intelligenti e "profonde di spirito", ci sia un fondo di ragione in tutti i vostri pensieri. il mio è questo: partire con ALTERNATIVA senza alleanze e consensi di nessun genere. i politici, le associazioni e quant'altro devono iniziare ad aprire gli occhi e capire che qualcuno, da ZERO, parte con rinnovato ottimismo. e magari ci seguirà ma con la mente più aperta. comunque è veramente interessante leggere i commenti e le tesi di ognuno di voi. qua non siamo al grande fratello, qua c'è gente che pensa. seriamente. a presto, Paolo.

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  • Link del commento gianluca riggi Lunedì 08 Febbraio 2010 19:39 inviato da gianluca riggi

    c'è posto anche per chi come me è già impegnato in altre attività politiche di tipo partitico? attualmente sono candidato per Rifondazione Comunista nella regione Lazio, mi piacerebbe poter dare il mio contributo, credo che troppe volte abbiamo invocato il 'nuovo' in politica, ma poi i fondatori dei 'nuovi partiti' erano gli stessi che precedentemente avevano portato al fallimento i 'vecchi partiti', come avrebbe mai potuto Veltroni creare qualcosa di 'nuovo' con il Partito Democratico? Per il 'nuovo' ci vogliono facce nuove, nuove modalità reali di relazione politica e sociale, persino 'nuove' idee (di sinistra), lo so ho scritto qualcosa di ardito, ho usato la parola 'idee'. un saluto a tutti. gianluca

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  • Link del commento Paolo Bartolini Lunedì 08 Febbraio 2010 16:42 inviato da Paolo Bartolini

    Vedo che lo spazio dei commenti si sta arricchendo e che il confronto prende già ad inasprirsi. Il Sig. Metelli, esprimendo liberamente il suo pensiero, non trascura di bollare come "inadatte per un discorso alto e serio" quelle persone che - immagino ovunque e non solo in questo spazio online - ipotizzano alleanze e fanno i nomi di alcune realtà politiche già affermate. Mi sembrano parole forti che portano subito alla luce una tentazione: escludere chi non ha una visione purista di Alternativa. L'allusione alle due categorie umane (persone degne e persone indegne) mi sembra altrettanto pericolosa. Io ritengo, infatti, che il ruolo di Alternativa possa e debba essere quello di un grande catalizzatore del cambiamento. A mio avviso costruire una massa critica significa dialogare e cogliere i punti che uniscono, affermando le proprie idee ma non dimenticando mai i rapporti di forza in campo. Tradotto: non mi interessa un Movimento che debba attendere 20 anni per affacciarsi in Parlamento, mentre dei delinquenti fanno i loro comodi e ci cambiano la Costituzione. Per questo immagino che il tema delle alleanze interessi molto alcuni di noi. Quando Alternativa inizierà a dispiegare le sue traiettorie democratiche saremo tutti liberi di aderire o tirarcene fuori. Al momento ribadisco la mia idea di un Movimento che faccia da raccordo tra realtà diverse (della società civile) senza mai smettere di cercare in Parlamento delle "sponde" per vincere la sua bottaglia. Tutto qui. Cari saluti, Paolo

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