Un altro fatto curioso è che si vedono bandiere americane un po’ dappertutto, persino in uffici governativi. Oltre alle bandiere in tutte le città ci sono dei giovani ragazzi americani, vestiti di giacca e cravatta quindi impossibile non notarli, che vanno in giro segnando qualsiasi avvenimento sembri loro interessante. Questo fatto mi ha incuriosito un po’ e ho chiesto chi fossero questi signori, tutti mi hanno risposto che sono degli apprendisti dei servizi segreti americani. Servizi segreti? E tutti sanno chi sono? Qualsiasi cosa sembra succedere grazie agli americani, anche l'addestramento di un "contingente di pace" da mandare in Iraq per combattere il terrorismo internazionale. Ci sarebbe da dire tantissimo sui problemi dell’Albania. Non capisco come l’UE possa permettere a se stessa di avere un paese da terzo mondo nel cuore stesso dell’Europa. Certo che gli americani fanno i loro interessi, tutti a loro vantaggio, di sicuro gli albanesi se gli si da la possibilità ce la metterebbero tutta per uscire da questa situazione ma io sento fortemente che a qualcuno non vada bene che paesi come l’Albania si sviluppino economicamente e non solo.
Cordiali saluti.
Caro Nertil
quello che scrivi mi era noto solo in parte. Ma non faccio fatica a credere a quello che aggiungi. Bandiere americane dappertutto. Mi fanno venire in mente una foto che ho visto ieri su un giornale americano: sostenitori di Julia Timoshenko, in Ucraina, che vanno in giro con stivali colorati con la bandiera americana e i ritratti della stessa Tmoshenko e di Jushenko, l'altro trombato della Rivoluzione Arancione.
Quella che descrivi si chiama colonizzazione. Una potente colonizzazione, che gli ottomani non potevano neppure immaginare. Sicuramente efficace perché intacca le menti, penetra nella psicologia. E quanto meno alta la cultura di massa, tanto più potente è questa penetrazione.
I giovanotti vestiti di nero, con cravatta e camicia bianca, più che essere agenti della CIA sono missionari delle varie sette religiose cristiane che abbondano in USA, ricchissime di mezzi, che vanno a "civilizzare" i selvaggi albanesi. All'occorrenza, ovviamente, riferiscono ai servizi le notizie. Sicuramente mettono in piedi accurati database, reclutano adepti, che poi serviranno, a loro volta, a raccogliere denaro.
Li ho visti per un decennio a Mosca e in altre città russe, quando era in corso il tentativo di colonizzare anche la Russia. Poi Putin ha fatto i suoi conti e li ha rimandati tutti a casa. Ma capisco che l'Albania non è la Russia.
Quanto all'Europa, una buona metà è più americana che europea, l'altra scarsa metà capisce davvero poco. Quello che tu descrivi è già avvenuto in tutto l'Est Europa, e ha permesso agli Stati Uniti di guidare l'Europa in questi anni, o di condizionare pesantemente ogni sua mossa.
Aggiungo solo una cosa: l'Occidente sta incontrando limiti invalicabili nella sua pretesa di catechizzare il mondo. In Irak, in Afghanistan, in America latina. E, soprattutto, in Cina. Gli anni che vengono ci mostreranno il crollo di quelle pretese.
Ma noi siamo qui, e non là, anche se le onde arriveranno altissime anche sulle nostre spiagge.
Quello che scrivi, e il fatto che tu mi scrivi, dice che tu sei un mio compagno di strada, che ha già capito molto. Vorrei conoscerti e parlare con te. La nostra battaglia italiana non è diversa da quella per liberare il tuo popolo da questa aggressione. Possiamo difenderci insieme?
Giulietto
Lettere




















