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Domenica 07 Febbraio 2010 11:34

L'eterna speranza - Lettera di Nertil In primo piano

Scritto da Giulietto Chiesa
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Caro Sig. Chiesa,
sono un ragazzo di cittadinanza albanese, ho 24 anni e vivo in Italia ormai da otto, le scrivo perché non saprei a chi rivolgermi altrimenti. I giornalisti albanesi non fanno altro che dire le solite bugie e retoriche del potere, un po’ come in Italia però li non c'è nessuno di cui fidarsi. Visto le sue esperienze sia come giornalista che europarlamentare le volevo chiedere sul futuro di questo paese se mai un futuro ce l'ha. Si sente nei media che presto entrerà nell'unione europea ma io non sono molto convinto di questo anche perché li le cose vanno veramente male. C'è una disoccupazione tremenda, i giovani non hanno un futuro, quella poca ricchezza che c'è è in mano a pochissime persone. Inoltre chi ha un lavoro lo tiene ben stretto anche a condizioni disumane e per una misera paga di 180-200 euro mensili, se va bene. Si vede nei volti delle persone che sono ormai rassegnati a tutto. Intanto i media di massa stanno facendo quello che i turchi ottomani non sono riusciti a fare in cinquecento anni di dominio cioè stanno cancellando totalmente la cultura e l'identità di questo paese e questo solo in quindici anni di televisione privata. Mi chiedo se oltre al "grande fratello" e a facebook non ci sia qualcosa di più bello e utile da proporre ai giovani.

Un altro fatto curioso è che si vedono bandiere americane un po’ dappertutto, persino in uffici governativi. Oltre alle bandiere in tutte le città ci sono dei giovani ragazzi americani, vestiti di giacca e cravatta quindi impossibile non notarli, che vanno in giro segnando qualsiasi avvenimento sembri loro interessante. Questo fatto mi ha incuriosito un po’ e ho chiesto chi fossero questi signori, tutti mi hanno risposto che sono degli apprendisti dei servizi segreti americani. Servizi segreti? E tutti sanno chi sono? Qualsiasi cosa sembra succedere grazie agli americani, anche l'addestramento di un "contingente di pace" da mandare in Iraq per combattere il terrorismo internazionale. Ci sarebbe da dire tantissimo sui problemi dell’Albania. Non capisco come l’UE possa permettere a se stessa di avere un paese da terzo mondo nel cuore stesso dell’Europa. Certo che gli americani fanno i loro interessi, tutti a loro vantaggio, di sicuro gli albanesi se gli si da la possibilità ce la metterebbero tutta per uscire da questa situazione ma io sento fortemente che a qualcuno non vada bene che paesi come l’Albania si sviluppino economicamente e non solo.
Cordiali saluti.

 

 

Caro Nertil
quello che scrivi mi era noto solo in parte. Ma non faccio fatica a credere a quello che aggiungi. Bandiere americane dappertutto. Mi fanno venire in mente una foto che ho visto ieri su un giornale americano: sostenitori di Julia Timoshenko, in Ucraina, che vanno in giro con stivali colorati con la bandiera americana e i ritratti della stessa Tmoshenko e di Jushenko, l'altro trombato della Rivoluzione Arancione.

Quella che descrivi si chiama colonizzazione. Una potente colonizzazione, che gli ottomani non potevano neppure immaginare. Sicuramente efficace perché intacca le menti, penetra nella psicologia. E quanto meno alta la cultura di massa, tanto più potente è questa penetrazione.

I giovanotti vestiti di nero, con cravatta e camicia bianca, più che essere agenti della CIA sono missionari delle varie sette religiose cristiane che abbondano in USA, ricchissime di mezzi, che vanno a "civilizzare" i selvaggi albanesi. All'occorrenza, ovviamente, riferiscono ai servizi le notizie. Sicuramente mettono in piedi accurati database, reclutano adepti, che poi serviranno, a loro volta, a raccogliere denaro.

Li ho visti per un decennio a Mosca e in altre città russe, quando era in corso il tentativo di colonizzare anche la Russia. Poi Putin ha fatto i suoi conti e li ha rimandati tutti a casa. Ma capisco che l'Albania non è la Russia.

Quanto all'Europa, una buona metà è più americana che europea, l'altra scarsa metà capisce davvero poco. Quello che tu descrivi è già avvenuto in tutto l'Est Europa, e ha permesso agli Stati Uniti di guidare l'Europa in questi anni, o di condizionare pesantemente ogni sua mossa.

Aggiungo solo una cosa: l'Occidente sta incontrando limiti invalicabili nella sua pretesa di catechizzare il mondo. In Irak, in Afghanistan, in America latina. E, soprattutto, in Cina. Gli anni che vengono ci mostreranno il crollo di quelle pretese.

Ma noi siamo qui, e non là, anche se le onde arriveranno altissime anche sulle nostre spiagge.

Quello che scrivi, e il fatto che tu mi scrivi, dice che tu sei un mio compagno di strada, che ha già capito molto. Vorrei conoscerti e parlare con te. La nostra battaglia italiana non è diversa da quella per liberare il tuo popolo da questa aggressione. Possiamo difenderci  insieme?

Giulietto

Ultima modifica Mercoledì 10 Febbraio 2010 19:41
Letto 570 volte
Pubblicato in Lettere
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1 Commento

  • Link del commento Stefano Martedì 16 Marzo 2010 11:22 inviato da Stefano

    Tutto terribilmente vero, però il vento sta già cambiando. Nei paesi ex-comunisti l'ondata russofoba sta iniziando a rifluire. Sono stato di recente il Lituania e ho constatato che la maggior parte delle persone non nutre alcun astio verso la Russia e vorrebbe migliorare i rapporti. Anche amici georgiani mi dicono che la guerra del 2008 ha aperto gli occhi a molti, e adesso gli USA in Georgia sono visti come il fumo negli occhi (non c'è niente di peggio di un amore tradito!). Probabilmente l'incredibile farsa dell'"invasione" televisiva non è altro che un disperato tentativo del regime di riattizzare il nazionalismo anti-russo. Se aggiungiamo il risultato delle elezioni ucraine possiamo ritenere che il "crollo di quelle pretese" sia già iniziato. Il problema, per la Georgia come per l'Albania, è liberarsi delle proprie classi dirigenti corrotte e asservite a interessi stranieri, temo che non sarà facile. Auguri di cuore !

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