Risposta a Mauro Marinari In primo piano
Caro Giulietto,
rispondo al tuo messaggio, citando un passo tratto da una tua risposta a una lettera pubblicata sul tuo sito (http://www.giuliettochiesa.it/index.phpoption=com_k2&view=item&id=178:dubbi-di-vecchi-amici-lettera-di-fabio&Itemid=12):
"Tentare ancora su quel sentiero significa perdere tempo. Una ricomposizione non può passare attraverso la somma di alcuni protagonisti. Tu citi anche Marinari e Pallante, ma non trovi singolare che ne l'uno, nèe l'altro abbiano pensato di coinvolgermi nel loro tentativo? Eppure, come tu dici, e come è vero, io ho un certo seguito personale in Italia e non solo. Allora cosa concludere? Due possibili ipotesi. O io sono troppo ingombrante, o loro pensano solo al loro orticello, più o meno grande.
Per quanto mi riguarda io non propongo loro (non lo propongo a nessuno dei piccoli e medi leader dei movimenti) di associarsi a Alternativa, cioè a me. Non lo faccio perchè so che non verrebbero. Ma, nello stesso tempo non posso starmene immobile in attesa di movimenti che non si muovono o che si muovono chiusi nei loro recinti."
Leggo, con mia grande sorpresa, che mi definisci uno che pensa o che tu sia ingombrante o solo al mio orticello. Penso che, quando si scrive qualcosa che si conosce solo superficialmente, la prudenza e il buon senso consiglino di capire bene di cosa si stia parlando. Altrimenti si mette tutti nello stesso calderone per trovare un'altra ragione alla propria convinzione di essere nel giusto.
L'ultima cosa da fare è beccarsi In primo piano
di Giulietto Chiesa
La sconfitta è stata dura. Ma non è finita qui, perchè è adesso che si comincia a ballare sul serio. La prossima tappa - che le circostanze ci imporranno - sarà di difendere la Costituzione dall'attacco finale. E già sappiamo che il Partito Democratico si prepara a trattare la resa.
Dunque tanto più dobbiamo tenere la testa a posto, tutti quelli che non fanno parte, non si sentono, non sono coinvolti nelle manovre della casta.
Invece solo così si può fare strada - lettera di Luigi MAranzano In primo piano
Mah.. se le premesse di Alternativa sono articolate sui concetti espressi da Badiale e Bontempelli non si farà molta strada. L'aggregazione formerebbe su tali basi l'ennesimo micro-movimento di sinistra sufficiente ad ottenere un paio di parlamentari e stop. Gli autori parlano della casta, come gli americani di Al-Qaida, cioè di un nemico generico non ben individuato. Il declino economico dell'Italia è dovuto alle Nazioni emergenti che ci sottraggono competitivamente lavoro e quello morale e civile è un fenomeno mondiale dove rispetto ad altri paesi non siamo affatto peggiori. A mio modo di vedere occorrerebbe impostare un programma politico destinato ad intercettare voti anche fra gli elettori di centro e di destra, concentrando le energie al conseguimento sull'obiettivo primario che deve essere la sottrazione del paese all'ingerenza politica USA.
Quello che penso - lettera firmata In primo piano
Domanda, probabilmente già fatta, e, visto il periodo, di prammatica: domenica prossima 28 Marzo, che si fa? Non conosco la posizione ufficiale di Giulietto e, di conseguenza di Alternativa, personalmente non ho ancora raggiunto la decisione definitiva, ma al 90% penso di non andare a votare. Ho sempre votato, e non ho piu' una verde eta', salvo saltare qualche referendum pannelliano o fassiniano, ritengo il voto essenziale in una vera democrazia, ma ho maturato la convinzione che votare a queste elezioni, sia dare un legittimita' ad un sistema di potere destra-sinistra che viene spacciato per democrazia, infangando cosi' il Sacro nome della vera democrazia.
Qual è la "linea" di Alternativa? - lettera di Erika Cei In primo piano
Buona sera Giulietto,
mi chiamo Erika. Abito a Trieste da parecchio tempo e ho 37 anni. Sono laureata in storia, amo la lingua greca e la filosofia (non tutta, va da sè) e di professione insegno in un istituto di formazione professionale. Sono per metà italiana e per metà slovena, il che, nonostante alcuni disagi passati, mi ha permesso e mi permette di essere libera da qualsiasi forma di pregiudizio. Politicamente mi posso definire libertaria e non certo perché abbraccio una pseudo-ideologia di stampo anarchico, bensì perché la mia storia personale mi ha condotto a mettere in discussione il concetto di potere in tutte le sue forme, così come avevano fatto prima di me e, sicuramente, in modo molto più serio, Michel Foucoult, Noam Chomsky, Franco Basaglia.
Poiché ho appreso dal suo sito che cerca collaboratori per "Alternativa", mi permetto di inviarle in allegato il mio punto di vista sulla situazione italiana attuale, che ho confrontato con situazioni storiche passate.
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