Sabato, 25.05.2013
Home Chi siamo Alternativa

Alternativa

Iscriviti ad Alternativa

Megachannelzero
il canale Youtube di Alternativa

zero

Латвиский Кандидат

 

The Latvian Candidate

Pagine più visitate

  • Alternativa
  • Lettera-appello di Giulietto Chiesa: Cinque “centurie” di volontari per l'Alternativa
  • Manifesto Alternativa
  • Piano di lavoro 2010 - 2011
  • New Policy Forum

Giulietto Chiesa

  • Biografia
  • Incarichi ricoperti
  • Bibliografia
  • Gallerie

Menu Principale

  • Home
  • Articoli
  • Lettere
  • Prefazioni e saggi
  • Video
  • Il Blog di Giulietto Chiesa
  • Il Blog di Giulietto su Il Fatto


Segui Giulietto Chiesa
su Facebook

L'agenda di Giulietto

<<  Maggio 2013  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
    1  2  3  4  5
  6  7  8  9101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

In evidenza

  • Invece della catastrofe

     

    Il nuovo libro di Giulietto Chiesa:
    Invece della catastrofe.
    Perché costruire un'alternativa è ormai indispensabile

    Il libro su IBS.it: clicca QUI.

    In formato e- book: clicca QUI.

  • Zero 2

  • Firma la petizione: Fermare l'aggressione alla Libia

  • Seminario U&D: Questioni Internazionali Pace e Guerra - Roma 25 giugno 2011

  • COMetA

News

  • Programma di Alternativa 2012

    Presentiamo qui il nuovo Programma di Alternativa. Preghiamo tutti i simpatizzanti e gli iscritti di stamparlo, distribuirlo, farlo conoscere e diffonderlo.

  • Il nuovo libro di Giulietto Chiesa e Pino Cabras, Barack Obush (Ponte alle Grazie, 2011)

  • Tesseramento Alternativa 2011 - "Perchè non si può più vivere così"

    Per iscriversi ad Alternativa bisogna versare la quota minima di 25,00 Euro.

    Modalità di versamento:

    1 - Paypal (con carta di credito)
    Eseguire una donazione a Megachip entrando nel sito www.megachip.info e cliccando su "Donazione"
    ATTENZIONE: dopo aver inserito i dati nella prima schermata e cliccato sul pulsante "Rivedi donazione e continua", si passa nella seconda schermata nella quale cliccare su "Aggiungi istruzioni speciali per il venditore", indi scrivere NOME e COGNOME e la dicitura "tesseramento Alternativa 2011".

    2 – Bonifico bancario
    Eseguire un bonifico bancario sul conto di Megachip
    Banca Popolare Etica c/c 120110
    Codice Iban: IT82S0501803200000000120110 ,
    specificando nella causale NOME e COGNOME e la dicitura "tesseramento Alternativa 2011".

  • Nichi Vendola e Giulietto Chiesa presentano COMetA a Bari Lunedì 21 febbraio 2011 - ore 17.30 - Libreria Feltrinelli


  • Il candidato lettone - Giulietto Chiesa

Domenica, 17 Gennaio 2010 14:57

Alternativa

  • dimensione fontriduci dimensione fontriduci dimensione fontaumenta la dimensione del fontaumenta la dimensione del font
  • Stampa
  • Email

In questa sezione del sito potrai sapere come si costruisce  Alternativa e come si partecipa. Nel menu' di sinistra puoi trovare il Manifesto di Alternativa e le domande e risposte.

Per partecipare ad Alternativa puoi registrati cliccando la voce "register" e lasciandoci alcuni tuoi dati.

Grazie e buon lavoro.

 


Letto 586125 volte
Tweet
Altro in questa categoria:« Manifesto AlternativaCosì si deve lavorare »

122 commenti

  • Link al commento Domenica, 11 Aprile 2010 21:03 inviato da Umberto Batticciotto

    parziale risposta a:Domenica 11 Aprile 2010 07:37 inviato da Alberto Conti. rispondo con l'evidenza attuale ovvero: LA MORTE DEL LAVORO
    ............................................................................................................................................................................................
    ( parole nuove - parte seconda. spunti per il 17 aprile ) ..........................................................................................
    FINALMENTE IL LAVORO E' MORTO!!!EVVIVA!!! ...................................................................................................
    Facciamocene una ragione. Morto. Lo ha ucciso l'automazione. Non ho letto tutta l'opera di Marx. Come tanti immagino. Quindi non sò dove Marx parli di automazione industriale.. Non conosco tutta l'opera degli altri economisti e non saprei in quali articoli si discute della capitalizzazione della forza fisica lavorativa, ovvero dell'automazione. Ma mi pare che la riduzione della fatica umana sia una delle conquiste del capitale. Positiva, se fosse servita a liberarci dalla schiavitù o a regalarci più tempo. Eppure penso che siano in molti a capire che dove prima c'erano 50 famiglie di braccianti ora c'è un trattore, dove mille operai qualche robot, dove molti giornalisti un database, dove tanti ragionieri una connessione internet... Il lavoro è morto!.... Evviva! ....Non dovremmo gioirne?... Ci siamo liberati dalla fatica. Non siamo più schiavi. Qual'è il problema? Il nostro re non ci paga più? E chi compra le sue merci? Chi usa i suoi servigi? Le macchine? Ovviamente non è possibile tornare ad una società dove tutti lavorano 8 ore al giorno. Assurdo. Come assurdo sarebbe promuovere il luddismo................................. Il lavoro è schiavitù. LAVORARE STANCA; schioccava Cesare Pavese. Di sicuro non nobilita. Nessuno in una società capitalistica, fatica=lavora per un traguardo che desidera veramente dal profondo del cuore. Che lo gratifichi. Eccetto Paperone e i suoi emuli, of course. Possiamo credere un traguardo la pensione? Faticare per poi smettere di faticare? E la corsa allo stipendio sempre più alto; il lato pop del P.I.L.? Se non ci fosse la pubblicità chi faticherebbe come un mulo? L'auto nuova? I vestiti firmati ai nostri figli? Cibo di marca? Casa prestigiosa? Alzi la mano chi fà un lavoro che lo soddisfi. Solo un'esigua minoranza riceve un compenso per qualcosa che farebbe anche gratis. Per gli altri il lavoro è solo il dovere della fatica. ( Qualche religione ha messo il lavoro addirittura come una punizione. ) Oggi abbiamo la possibilità di smettere di faticare o quasi. Tutti. Anche i nostri fratelli e le nostre sorelle cinesi. E dobbiamo lottare anche per la loro libertà. E' l'automazione che deve faticare al posto degli uomini. E' stata concepita per questo. E gli uomini dovranno dividersi i compiti restanti e poter accedere gratis al mantenimento dei propri primari bisogni. Ecco. Ecco l'alternativa che vorrei. Al di là delle provocazioni voglio un mondo dove poter faticare poche ore al giorno e basta. FATICARE MENO FATICARE TUTTI. In Francia non sono già alle 32 ore settimanali? Almeno gradatamente dobbiamo esigere una RIDUZIONE DELL'ORARIO DI LAVORO..........................................................................................................................................
    ............................................................................................................................................................................................
    Quale sistema politico, in primis, ed economico in seconda battuta, può regolarizzare l'evidente morte del lavoro? il capitale? il capitale tiene più ai robots della sua automazione che allo stato

  • Link al commento Domenica, 11 Aprile 2010 13:59 inviato da luca donini

    To Mr. Szyszko: I totally respect your position, but I think there is a kind of misunderstanding. Here's the point: we are not saying what Polish people and Poland has to do or what Poles should considered good and what wrong for them. We are just saying that eternal tensions between Poland and Russia are good only for the United States, not for Europe, not for Russia, not for Poland, not for Italy, not for everyone else. I know Eastern Europe quite well, as my mother has Croatian roots. I consider myself a kind of "pan-slavic" supporter, meaning this obviously from the cultural point of view, as I believe in socialist values (very important: values which are not necessarily the values you experienced with Stalinist regimes during the Cold War). What I see after the end of the Cold War, is that the United States managed to convert all the fears and all the shock of Eastern Europe's populations after 50 years of dictatorship, into a weapon against Russia. I'd like to stress you in particular the example of Georgia: Saakashvili was put in power after a coup organized by George Soros establishment. Which were the main words? "Freedom", "security", "patriotism" and so on. When you say "difference between being against the foreign policy of the Russian Federation and being anti-Russian", is exactly what I mean. For the United States the problem is "which kind of foreign policy Russia pursue". If you remember Eltsin's period, Russia and U.S. were a kind of "allies". But why? Because "that Russia" was humiliated, destroyed by economic chrisis and moral catastrophy, and accepted even NATO bombings against Serbia. This is "the kind of Russia" the U.S. want to see. Not a nation, but just a parody which is crawling at their feet. And if Russia wants to regain just a bit of dignity by trying to defend herself from NATO expansion, from American missile shields, from American coups at her borders (Georgia, Ukraine, Kirghizstan), from American double standards (Kosovo stolen from Serbia, but South Ossetia and Gaza Strip destroyed by Saakashvili and Israel bombings) and so on, we immediately see that Russian foreign policy is considered "aggressive", "dangerous", and has to be "condemned". And again, let's go back to Georgia: all those words of "freedom", "security" and "patriotism", but then? Was America really interested in Georgian people's destiny and future? Not at all. They used them just as slaughter-meat to sacrify against Russia. When I said in my last message that American concept of "ally" is more likely the concept of "slave", I was meaning exactly this: if they need you, they will USE you, not HELP you. And this is true for all European countries, Italy included. We believe to be "free" and "independent" by following the U.S., but we are not free at all. We are slaves, we are all slaves. All slaves in the hands of American lobbies. Our European countries doesn't work for our peoples. They are working only for the United States of America. This is what we have to understand, all of us. You spoke of Berlusconi: well, I have to say you that I have the worst opinion possible of that man, just as I have the worst opinion possible of the so-called Italian "opposition". They are stabbing us into the back, there's no opposition at all. There's only the "pensée unique". I am tired of being used by these politicians, really tired. Europe has to do Europe, not to be a slave of America. And a Europe against Russia, is a Europe WITHOUT FUTURE.

  • Link al commento Domenica, 11 Aprile 2010 12:37 inviato da Krzysztof Szyszko

    To Mr. Donini: thank you for your sympathy and warm words in this difficult moment. However, it is difficult to accept simple statements like "anti-russian", which are aimed to describe rather complex problem. Just to give you idea what is the value of such statements, it is like saying that Mr. Berlusconi is supporting Arabian extremism, Al-Qaida included, because he remains in close relations with Mr. Kadhafi. Moreover, I was quite surprised by reading in your message what is good for Poland, what isn't. I strongly believe that such judgement from the perspective of Rome or Milan cannot be well justified. I would strongly recommend to leave to Poles to judge what's good for them and let them express their opinion in the coming elections, in similar way like Italians do.

    Also for your information. As you probably know (I suppose you should know if you make this type of statements), there has been a governmental Polish-Russian commission set up over 2 years ago which has a main task to provide solutions acceptable for both countries in order to solve difficulties between two countries. Latest meeting between Mr. Tusk and Mr. Putin in Katyn last week is a straight result of work of this commission. I am also sure that you see a difference between "being against the foreign policy of the Russian Federation" and being "anti-Russian", which was the statement made both by yourself and Mr. Chiesa.

  • Link al commento Domenica, 11 Aprile 2010 11:05 inviato da luca donini

    To Mr. Szyszko: First of all, I'd like to express my sincere sympathies and condolences to you and all the Polish people for this big tragedy. I too saw Giulietto's statement on RT, but I have to say I agree with him. Well, it's not a secret tha Lech Kaczynski was strongly against Russia and a close ally of the U.S. and of Mr. George W. Bush in particular. We all remeber how Mr. Kaczynski always showed his strong support to the American missile shield in Poland, to Viktor Yushchenko and even to Mikheil Saakashvili, who should be considered a war criminal. I do not think this kind of policy has brought something good for Poland and for Europe, as it created a huge line of tension between Russia and the EU. Who gains something on this kind of situation? Maybe Poland? Not at all? The United States, nobody else. Why Poland has to be put in a condition of huge danger by accepting the American imposition of the missile shield? Do you think that decision makes Poland safer? No my friend, it puts Poland in great danger as it is a direct provocation to Russia imposed from Washington. The American concept of "ally" is more likely the concept of "slave". Just look at Saakashvili's Georgia or Yushchenko's Ukraine: what has brought that kind of policy? Economic disaster, tension inside and outside, rewriting of history (Nazi collaborationist Stepan Bandera, who committed big crimes also against the Polish people, made "national hero" by Yushchenko), and even a WAR with Russia, in the case of Georgia. Kaczynski's policy wasn't much different, and it was a danger both for Poland and for the EU. And regarding yesterday's tragedy, obviously this kind of accidents could always accur, in particular with a Tupolev, but I have to say there a lot of strange things to think about, as it happened in a rare moment of dialog between Poland and Russia, after all the problems of the last months and years. I think it could be a mistake not taking in consideration the possibility of something different than a simple fatality, for example some interests of keeping Russia and Poland enemies. And there are a lot of forces inside Europe and OUTSIDE Europe, interested in that.

  • Link al commento Domenica, 11 Aprile 2010 07:39 inviato da Krzysztof Szyszko

    I saw your statement made yesterday for the Russian Tv broadcaster Russia Today on the political consequences of the Polish airplane carrying State's president Mr. Lech Kaczynski.

    I was deeply touched by your speech full of superficial and stereotyped addresses typical for people who have no clue about the complicated nature of relations between Poland and Russia but who reserves themselves the right to comment on them and provide simple judgements in the tabloid-paper style.

    Speaking is silver, remaining silent is gold. You should simply shut up if you have nothing to say.

  • Link al commento Domenica, 11 Aprile 2010 07:37 inviato da Alberto Conti

    Come esempio nel concreto riporto un recente brano da James Cook, non come provocazione ma come stimolo per la semplice domanda che porrò di seguito:

    "...I keynesiani possono negare con veemenza di avere un punto di vista marxista ma hanno molto più in comune con Marx che con Adam Smith. E non hanno niente in comune con il primo nemico del pensiero marxista, il grande economista del mercato libero, Ludwig von Mises, (1881 - 1973). A poco a poco gli americani stanno acquisendo dimestichezza con la tremenda forza di pensiero che sostiene il capitalismo, costruita dalla scuola economica austriaca e dal suo primo pensatore, Mises. Negli anni 20 Mises fece a pezzi il pensiero comunista con l'argomento che nessuna economia potrebbe mai funzionare senza il sistema di prezzi del mercato. Affermò che la pianificazione centrale avrebbe fallito in Russia così come di fatto avvenne.

    Il nostro governo non controlla i mezzi di produzione come in Russia. Il sistema di prezzi del mercato ancora prevale, tuttavia, una combinazione di capitalismo e di socialismo nota come economia mista permette al governo di estrarre gran parte dei redditi della nazione dal mercato e dai lavoratori. Questo semi-socialismo permette al governo di regolare molto strettamente il mercato per scopi sociali e di sottrarre ai benestanti i loro guadagni. Le tasse sono usate per raggiungere gli obiettivi dello stato sociale. Il socialismo non controlla precisamente le decisioni economiche ma controlla strettamente il flusso del denaro proveniente dalle imposte nei propri forzieri. Il governo munge il capitalismo per ridistribuire. Mises chiamò questo procedimento interventismo. La sua conclusione fu che “l'interventismo non può essere considerato un sistema economico stabile. È solo un metodo per trasformare gradualmente il capitalismo nel socialismo.”

    Mises è il più grande nemico dei socialismi. Considererebbe gli odierni politici liberal come socialisti e direbbe loro, “il socialismo non è per niente quello che finge di essere. Non è il pioniere di un mondo migliore, ma il distruttore di ciò che migliaia di anni di civiltà hanno creato. Non costruisce; distrugge. Perché la sua essenza è la distruzione. Non produce niente, consuma soltanto ciò che l'ordine sociale basato sulla proprietà privata dei mezzi di produzione ha generato.”

    Mises era implacabile nella sua certezza che il socialismo fosse non solo inattuabile ma anche un veleno per la società. Scriveva, “un uomo che sceglie fra bere un bicchiere di latte e un bicchiere di soluzione di cianuro non sceglie fra due bevande; sceglie fra la vita e la morte. Una società che sceglie fra il capitalismo ed il socialismo non sceglie fra due sistemi sociali; sceglie fra la cooperazione sociale e la disintegrazione della società. Il socialismo non è un'alternativa al capitalismo, è un'alternativa ad ogni sistema nel cui ambito gli uomini possono vivere come esseri umani.”

    Mises sapeva che il capitalismo era il liberatore dell'umanità. Disse che “il capitalismo è essenzialmente un sistema di produzione di massa per la soddisfazione dei bisogni delle masse. Riversa un corno dell'abbondanza sull'uomo comune. Ha alzato il tenore di vita medio ad altezze mai nemmeno sognate in ere precedenti.”

    Purtroppo, i nemici del capitalismo controllano i media, il sistema educativo ed il governo. Predicano il vangelo di Marx e di Keynes. Mirano all'onnipotenza del governo. Potete essere certi di una cosa: la loro agenda progressista è un progetto per la rovina nazionale. Siamo alla fine del gioco. Siamo molto avanti sulla via della schiavitù. L'unico barlume di speranza sta in una crescente comprensione della scuola austriaca di economia custodita nei numerosi libri e pubblicazioni di Ludwig von Mises. Non si può discutere efficacemente contro la sinistra a meno di capire i saldi principi del libero mercato di Mises...."

    La domanda è: posto che condividiamo l'assurdità di questa posizione, in che modo rispondiamo con altrettanta semplice chiarezza, a prova di americano?

  • Link al commento Domenica, 11 Aprile 2010 07:20 inviato da Alberto Conti

    "Non si rischia in questo modo il qualunquismo?" Direi proprio il contrario. Extraparlamentare vuol dire tutto e niente, è un universo di realtà dai significati più diversi, anche opposti tra loro, come il voler distruggere le istituzioni o il volerle invece salvare e rifondare, dopo aver constatato il tradimento del loro spirito originale, e l'inadeguatezza di un processo di riforma graduale dall'interno, ormai corrotto oltre ogni ragionevole aspettativa di recupero. Come Ulisse quando torna a casa e trova i Proci ad occuparla. Basta invertire due lettere e vedere cosa stanno facendo, da anni, una sequenza interminabile di porcate, non nei dettagli, ma nella sostanza. Occorre quindi ricostruire la base, i fondamenti del patto sociale, dell'armonia del vivere civile. Occorre guardarsi dentro senza però perdere la visuale del disastro che oggettivamente ci circonda. Questo non significa rinunciare alle regole vigenti, a partecipare alla conduzione della cosa pubblica, ma dal basso, dalle piccole realtà, in base alla realtà oggettiva che non perdona sbagli ed errori di valutazione nei rapporti di forza, come ampiamente dimostrato da innumerevoli esperienze finite male. Verrà il momento dell'attacco politico frontale, ma non è quello ipotizzato dalla sinistra storica, che ha fallito ogni ragionevole dubbio. I contenuti emergono gradualmente, e c'è un lavoro enorme per ricostruirli in un disegno omogeneo e coerente, in idea forte che nasce da questa tragica esperienza esistenziale, per un nuovo e diverso bene comune e di ciascuno, che possono solo stare insieme, al contrario di quanto appare oggi.

  • Link al commento Sabato, 10 Aprile 2010 17:26 inviato da Massimiliano Perino

    http://video.google.com/videoplay?docid=-4789187645983416294#

    Si trovano spunti per comprendere un pò il livello a cui siamo arrivati. Per chi già conosce nulla sarà novità. Ma sempre un buon documento è. Buon fine settimana.

  • Link al commento Venerdì, 09 Aprile 2010 16:39 inviato da Paolo Bartolini

    Ecco tra virgolette il passaggio dell'intervento di Guido Cosenza che mi ha maggiormente turbato:
    "Gli strumenti della democrazia hanno una forza d’attrazione inarrestabile e una capacità di corruzione a cui non è possibile sottrarsi. Le grandi figure astensioniste del passato lo avevano ben compreso.
    Occorre lavorare sul territorio, impegnarsi a rompere le connessioni della struttura che incombe e intrecciare nuovi nessi e correlazioni.

    La partecipazione alle elezioni può essere uno svago, non più che una occasione di incontri, ma solo per demistificare la sua funzione e mettere in guardia dai protagonisti che calcano da sempre la scena. Le testimonianze dei disastri che la classe politica determina vanno raccolte diversamente.

    Non con la presenza nei luoghi in cui viene perpetrato il delitto.

    È irrealistico pensare di accedere alla casta e non risultarne contaminato." Non si rischia in questo modo il qualunquismo? Non ci poniamo già, in questa prospettiva, nello stesso solco che da decenni hanno tracciato i movimenti extraparlamentari. Insomma: io non vedo alcuna novità in questa proposta, nessuna Alternativa. L'analisi che precede questa conclusione mi sembra invece impeccabile. Ora che ho chiarito meglio, auguro a tutti buon dibattito e un sereno week end, Paolo

  • Link al commento Venerdì, 09 Aprile 2010 15:58 inviato da Paolo Bartolini

    Ho quasi l'impressione di essere arrivato alla politica cinque anni troppo tardi. Leggendo il contributo di Cosenza al dibattito di Alternativa (vedi www.megachipdue.info) provo un misto di interesse e fastidio. Problema mio, ovviamente, visto il valore del fisico italiano, di cui a breve leggerò il libro "La transizione" sperando di ricavarne spunti utili. il disagio che avverto è legato al fatto che il suo ragionamento - come anche quello di Badiale e Bontempelli - converge senza ombra di dubbi in una prospettiva astensionista e di rottura completa con le istituzioni democratiche (in primis i partiti) che hanno alimentato le nostre speranze nel secolo scorso. Mi sento così in ritardo, o semplicemente radicato in un altro modo di pensare. Nel libro Cronache Marxziane di Chiesa mi sembrava ci fosse una posizione più complessa e articolata sui rapporti tra movimenti e politica parlamentare. Io credo che parlare di Casta sia giusto, ma resti una generalizzazione se non accettiamo l'idea che il cambiamento deve avvenire tanto nella società quanto nelle istituzioni democratiche. Su questo non ho il minimo dubbio. Un abbraccio a tutti, Paolo B.

<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>
Devi effettuare il login per inviare commenti
Torna in alto
© 2010 Il sito di Giulietto Chiesa | Joomla 1.5 Templates by vonfio.de - Customized by Agnese Trocchi