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Sabato, 14 Gennaio 2012 08:50

La morte della democrazia In evidenza

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di Giulietto Chiesa - da http://www.cadoinpiedi.it

Siamo nella fase di trapasso dalla democrazia liberale a una superdemocrazia tecnocratica che cancellerà la partecipazione popolare. Lo scollamento tra Istituzioni e cittadini è drammatico: la casta che dirige il Paese balla sul Titanic che affonda. Il futuro? Ci aspettano il collasso della finanza mondiale e una nuova guerra

LA MORTE DELLA DEMOCRAZIA


Giulietto Chiesa La Consulta dichiara inammissibili i referendum sulla legge elettorale. La casta salva Nicola Cosentino, su cui pendono gravi accuse. Le annunciate liberalizzazioni saranno portate avanti a colpi di decreti legge. L'Italia è ancora una democrazia?

"Riprendendo una definizione già formulata da diversi commentatori, direi che siamo in una democrazia sospesa. Non sono ancora state introdotte norme definitive che cancellano la democrazia, ma sono stati fatti i primi passi fondamentali per eliminare la democrazia in Italia. Rispetto a quello che accadeva nei decenni scorsi, in cui c'è stato un logoramento, noi siamo arrivati al punto in cui il cambiamento delle leggi diventa una legge; a questo si lega il fatto che siamo ormai soggetti a una sovranità superiore che è quella europea, alla quale il nostro Parlamento e le nostre istituzioni hanno delegato poteri fondamentali che non vengono più gestiti in modo democratico ma sono diventati oggetto di una gestione tecnocratica.
Questa gestione tecnocratica è ritornata sull'Italia con il Governo Monti, che ne è il rappresentante, quindi noi siamo nella fase di trapasso dalla democrazia liberale, storica, a una superdemocrazia tecnocratica che di fatto è la cancellazione di ogni reale partecipazione popolare."

Uno scollamento totale tra istituzioni e cittadini. In questo quadro, la rappresentanza partitica ha ancora senso?

"Questa rappresentanza partitica è la negazione della rappresentanza democratica. La casta che dirige questo Paese è ancora nel salone delle feste del Titanic, non ha ben capito che la nave sta affondando e continua a ballare: in questo senso, la decisione della Consulta di respingere il referendum sulla legge elettorale e il parallelo salvataggio di Cosentino dalla galera deciso dal Parlamento italiano, sono esattamente la rappresentazione di una casta che balla sul Titanic che affonda.
Sostanzialmente le nostre istituzioni sono appoggiate su un liquame che è, del resto, quello che sostiene in modo bipartisan il governo, il quale insegna spettacolini da scuola elementare per dare prova di moralità pubblica, fermando le Lamborghini a Cortina d'Ampezzo, ma non tocca minimamente le strutture del vero potere, le regole della finanza italiana e europea e di fatto accetta la situazione di vendita della democrazia alle autorità europee. Mi pare che questa sia la raffigurazione di quello che sta accadendo."

Il sottosegretario Catricalà ha detto che, tra le liberalizzazioni in esame, c'è anche quella delle reti idriche. Un modo per aggirare il risultato del referendum?

"Siamo in una crisi in cui l'antagonismo tra la democrazia e il mercato è ormai del tutto esplicitato. Da un lato c'è la democrazia, c'è il referendum popolare vinto da 27 milioni di uomini e donne di questo Paese che sono la maggioranza assoluta degli elettori italiani, dall'altro lato c'è il mercato, che è deciso da un pugno di speculatori, di criminali che impone le sue decisioni alla maggioranza del Paese. Dunque siamo di fronte a una violazione evidente della Costituzione italiana, dei diritti fondamentali del cittadino. E' sbalorditivo il fatto che il Presidente della Repubblica, che dovrebbe agire a tutela di questa legittimità e legalità democratica, si schieri invece dalla parte opposta e sia anzi il sostenitore di questa democrazia sospesa. Mi viene in mente l'immagine di Titano che reggeva le colonne d'Ercole sulle sue spalle: il Presidente Napolitano è un po' il Titano che sulle sue spalle regge la democrazia sospesa. Non so cosa succederà quando Napolitano sarà costretto a farsi da parte, ho l'impressione che crollerà tutto. "

Quanto potrà ancora durare, secondo Lei, questo stato di cose?

"Non durerà molto, perché, ribadisco, il Titanic sta affondando, e credo che abbiamo un respiro cortissimo. Ci sono due grandi onde che stanno arrivando e che solo una classe dirigente di ottusi non vede. La prima, è che questa crisi, la crisi del debito non solo non viene risolta, ma diventerà sempre più grave e sempre più drammatica fino a produrre il collasso della finanza mondiale. Io vedo una grande onda di tsunami che è partita da Wall Street e si sta avvicinando a tutta velocità alle coste europee, travolgerà tutto nonostante le risibili operazioni di copertura del debito che, pur essendo sanguinose e dolorose per la gran parte della popolazione italiana, non serviranno a nulla. La seconda ondata di tsunami che arriva è la guerra. E' sbalorditivo che nessuno si renda conto che l'Occidente guidato dagli Stati Uniti sta creando le condizioni per una nuova guerra che sarà l'estremo tentativo di bruciare i libri mastri.
Siamo tutti alle prese con il problema delle privatizzazioni che non si sa bene neanche cosa significhino, tutti sono d'accordo a privatizzare il Paese con i soldi virtuali che sono stati creati finanziando le banche: fin dove si possa arrivare in questa direzione non so, ma mi pare non molto lontano.
Siamo ciechi con gli occhi puntati sul nostro ombelico mentre sta arrivando la guerra. Il primo obiettivo è l'Iran e ci accorgeremo presto di quanto questo obiettivo sia costoso, pesante e drammatico per tutti."

Letto 2314 volte Ultima modifica il Sabato, 14 Gennaio 2012 08:56
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